giovedì 13 novembre 2008

Enlaro

Oggi è arrivata la sentenza definitiva. Io non ho nessuna intenzione di affrettarmi a prendere posizone o di esporre il mio modello mentale sulla questione perchè implicherebbe avere delle conoscenze di base che non posseggo ma soprattutto necessiterebbe molto tempo di riflessione.
Io dico solo che le persone in quegli stati, e mi riferisco ai genitori in questo caso, possano essere liberi di scegliere (in quelle condizioni e non prima) sotto determinate regole, sia per la morte che per la vita. Mi fa ridere sentire giudicare su questo argomento persone che non hanno neanche un figlio.
Se io fossi in quegli stati... beh vedrei soffrire per anni le persone che mi hanno cresciuto e sapere che nessuno fino ad adesso è riuscito a cavarsela nelle mie condizioni mi farebbe propendere per essere d'accordo con la sentenza.
Questo richiama il concetto di eutanasia. Problema mondiale dibatutissimo. Non chiederei mai a nessuno di uccidermi, lo farei io stesso. Ma in quegli stati non potrei farlo, quindi penso che se il dolore di chiunque in questo mondo nel vedermi così superi l'umana sopportazione allora ritengo sia giusto praticare l'eutanasia. Nel caso in cui ci siano due forze uguali e contrarie di dolore (cioè quando uno soffre per vedermi così e l'altro soffrirebbe nel vedermi morto) beh lascio la scelta a voi di decidere... io la mia l'ho detta.

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